Friday, March 16, 2012

HO AVUTO UN INCUBO

..una visione. Dapprima offuscata, poi in un istante rischiarata da un presagio che ha disegnato i contorni di ciò che sta succedendo e ciò che succederà.
Ci stanno schiavizzando. Ecco ciò che sta succedendo.

Non abbiamo esaurito la nostra fanta-sia con la fanta-scienza: abbiamo visto – non solo nell’immaginazione di poeti e scrittori – la perdita della libertà della conoscenza con il rogo dei libri; la perdita della libertà fisica negli allevamenti umani per nutrire alieni; la perdita dell’amore con scienziati che clonano gli esseri umani. Oggi la fantasia si sbizzarrisce con la fanta-politica, anzi, la fanta-economia. Certo la battuta con la Fanta è scontata: il gas, anche se non mortale,  c’è anche qui. 
Si tratta di un’economia parallela, ma molto più grande, dell’economia reale. Un’economia basata sul niente, contro un’economia basata sul lavoro e sul prodotto. Acquisiti di titoli, rivenduti a prezzo maggiorato, rivenduti ancora e rivenduti ancora, ogni volta a prezzo più alto. E cosa c’è a supportare quel denaro, quella crescita spropositata di valore che non vale niente? Niente. Banche che acquistano addirittura titoli di Stati, prestano cioè denaro che sanno non potrà essere restituito, non subito,  e che crescerà a dismisura, creando un debito eterno. E gli Stati dovranno risarcire le banche con decenni di tasse dei cittadini: noi, i nostri figli, i figli dei nostri figli, all’infinito. Ecco, al Dio Denaro mancava di essere eterno, ora lo è.
Sono ottimista: scriverò: vorrebbe esserlo.

Sì, perché, io che sono una cuoca, amo fare analogie delle cose della vita col cibo e questo denaro inesistente viene montato come si fa con le chiare d’uovo. Si monta, si monta, finché si ottiene una bella schiuma bianca e consistente e la si vuole montare ancora, per farne di più, per vedere dove si arriva. Finché le proteine dell’albume, per quanto forti ed elastiche, si logorano e poi si strappano e il Niente esce,  gli albumi si schiantano nella ciotola, ormai inutilizzabili se non per qualche ripieno, tanto per non buttarli.
Abbiamo già visto qualche segnale di logoramento dentro la ciotola: le dimissioni di qualche manager schifato dall’amoralità del posto di lavoro: banche d’affari, le chiamano,  che rovinano singoli, società, nazioni.
Fuori della ciotola abbiamo visto qualche segnale di sfinimento, dove il resto della cucina è in movimento per preparare il pasto, dove c’è l’economia reale: imprenditori suicidi, strozzati dalla pressione fiscale; lavoratori che non arrivano a fine mese; consumi ridotti all’osso, altre aziende che licenziano e chiudono perché non vendono i prodotti: un circolo vizioso, un cane che si morde la coda.
Abbiamo anche visto qualche segnale di ribellione: proteste in piazza, le mini-bombe ad Equitalia, che si permette di ipotecare le case di chi non riesce a pagare.

Ecco quello che sta succedendo: ci stanno schiavizzando. Da un bel po’, direi. Non lo fanno gli alieni ne’ scienziati pazzi: lo fanno i banchieri.

Ma dove sono finiti i soldi dell’economia reale? Dove sono finiti gli sforzi di un Paese come l’Italia, un Paese che ha TUTTO: suolo e sottosuolo, agricoltura, industria, turismo, arte.
Mangiati. Esportati all’Estero dopo essere stati rubati da centinaia di Lusi, anzi no, lusi, sta bene anche come sostantivo, o come aggettivo se preferite, e non solo come nome proprio. Centinaia di lusi, dicevo, che si sono succeduti in decenni di democrazia facendoci danzare “fuori dalla ciotola”: ci hanno lasciato protestare, scrivere sui giornali, gridare nei talk show, piangere in diretta. Ci hanno dato la libertà di parlare e si sono tenuti la libertà di FARE QUELLO CHE LI PARE, infischiandose della gente e dell’economia reale , quella dell’articolo UNO della Costituzione. Ci hanno preso anche in giro: sì sì, tu parla pure, c’è libertà di parola; mentre tu parli io ti derubo. E me ne faccio anche accorgere, tanto.. che succede? Tu dopo puoi parlarne…..

Le Grandi Banche, col benestare dei Governi, continuano a montare le chiare d’uovo, dentro la ciotola.
Fanno fallire società, imprese , Nazioni. Nazioni intere che rischiano la bancarotta.
Ma che succede se una Nazione va in bancarotta? Già, che succede? Che cazzo succede????? Prenderebbero  soldi dove non ce ne sono? Le Zecche smetterebbero di stampare banconote? Si tornerebbe al baratto?

E cosa fanno i Governi? Continuano ad osservare il lavoro dentro la ciotola, anzi, ogni tanto ci mettono un altro albume, che crescerà gonfiandosi di aria. L’albume, la proteina, che toglie ai cittadini, altrimenti la banca non sosterrà il debito dello Stato. Chiedono un prestito alle banche aumentando in misura fuori controllo, il debito contratto dalle centinaia di lusi, dalle centinaia di mafiosi, dalle centinaia di criminali comuni che hanno affollato e affollato gli scranni del potere. Sì, perché chi va in politica, non va a fare il bene della polis, della comunità, non va a prestare un servizio, va a godersi il potere, ad allearsi con manifatturieri d’armi, con banchieri, con petrolieri, con mafiosi.
I Governi? Continuano a rinforzare gli albumi che stanno montando. Neanche il prof Monti è riuscito – o non ha voluto – fermare la frusta elettrica. Ha avuto paura di veder smontare le chiare.

Si dice che non aveva scelta: il prof Monti doveva favorire le banche per non mandare in bancarotta l’intero Paese. Cosa è un mega-ricatto???

E che succederà quando le chiare d’uovo, logore dal troppo montare, si spezzeranno e collasseranno dentro la ciotola? Allora sì, io saprei cosa fare di quei burocrati stronzi figli di puttana. A lavorare, a calci in culo, tanti, prima tanti calci in culo e poi a fare della vera economia reale, nei campi agricoli , alla catena di montaggio, a fare la spesa e cucinare per la famiglia tutti i giorni. Ecco cosa farei fare loro. Calci in culo e al lavoro! Altro che starsene nella ciotola a veder montare le chiare d’uovo, a rovinare il soufflé.
Io sto qui e aspetto. Da cuoca, lo so che il soufflé si smonterà. Allora sì, che  li aspetto tutti in cucina……

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