Wednesday, January 20, 2016

INTERVENTO MEETUP

Non potrò esserci. Peccato.

Oggi l'Italia, ancora, nonostante ci dicano che siamo fuori dalla crisi e che il nostro è un grande Paese, non ha altro da offrire se non ... se stessa. Il nostro paesaggio, la nostra cultura il nostro cibo. Insomma: possiamo sopravvivere offrendo turismo.
E' ciò su cui dovremmo insistere anche e soprattutto nelle nostre zone.

Di turismo ce n'è di tanti tipi.

Non sono un'esperta, ma giro un po'... quello che vedo è quello che possono vedere tutti, il modo di viaggiare e fare turismo è cambiato e questo lo vediamo e lo sappiamo tutti da tanti anni. 
Quindi, se un luogo viene visitato meno di altri,  certamente "la colpa" è in parte di chi "offre turismo"(un piccolo esame di coscienza bisognerebbe farlo e rimediare), in parte la colpa è di questo grande cambiamento che è avvenuto.
Quindi dobbiamo chiederci: che cosa fa spostare la gente?
Che cosa fa preferire una meta piuttosto che un'altra?

Oggi la mancanza di disponibilità  economica e la fretta delle nostre vite fa sì che noi prediligiamo mete che possano offrire "di tutto di più": divertimento, ambiente naturale, organizzazione, coordinamento dell'accoglienza, infrastrutture, cibo buono e anche qualcosina in più. Quel qualcosina in più ha spesso a che vedere con l'unire l'utile al dilettevole.

Scusate se adesso faccio l'esempio della città dove vivo, Firenze. E' pleonastico dire che Firenze e Giglio hanno poco in comune, soprattutto  per quel che riguarda l' offerta di "qualsiasi cosa".
Comunque voglio insistere. A Firenze ci sono circa 100.000 studenti.  Vengono qua perché Firenze è Firenze, senza stare a perdere tempo in aggettivi: la sera trovano il locale giusto, nel pomeriggio ci scappa il museo e la mattina la scuola.  Vengono a Firenze perché possono fare un'esperienza unica, immergersi in una realtà diversa da quella in cui hanno vissuto e mettere un primo mattone alla loro vita futura. Uniscono l'utile al dilettevole. Firenze campa anche sugli studenti.

Ci sono luoghi piccolissimi in Italia, sconosciuti fino a poco tempo fa, divenuti meta di persone da tutto il mondo.

Guardate questi siti:
http://www.rondine.org/it/
http://www.unisg.it/

Al Giglio si fanno già molte cose bellissime: da Marina Aldi che da anni fa la guida, ai nuovi bravissimi produttori di vino, alla cooperativa Le Greppe, alle varia associazioni come Banda, Coro, Teatro, Proloco... e scusate se smetto di elencare....

Ciò che manca ancora, dobbiamo fare un ultimo sforzo, anche se qualcosa anche in questo senso è stato fatto, è un po' di cooperazione e anche coordinamento,  cioè qualcosa che leghi tutte queste attività.
Qualcosa che crei un "blocco di attrazione"del Giglio.
Un "blocco" che esalti tutto quello che c'è e che si può fare.
Un "blocco di unione" attraverso cui chiedere sostegno, finanziamenti, aiuti di vario genere alle istituzioni e far sì che li istituzioni lavorino per noi e con noi.

Quale sia stata la mia idea, ormai datata, visto che ha circa 10 anni, lo sanno in molti. Avevo scritto un progetto che era stato preceduto da un sondaggio in cui chiedevo quali fossero i problemi del Giglio e se ci fosse  una soluzione.
Il problema più "gettonato" era stato l'abbandono, la solitudine.

Il Giglio dovrebbe essere vissuto anche in inverno.

Certo a questo punto ho poche frecce al mio arco, dal momento che dopo 15 anni trascorsi al Giglio (dove ero rientrata nel 1985), poi  ne sono ripartita e da 15 anni vivo fuori. Immagino che molti Gigliesi residenti non mi giudichino in diritto di parlare.

Devo dire che mi sono anche demoralizzata e ricreduta circa l'attuazione di quello che era il mio progetto, cioè l'istituzione di un polo scolastico e universitario multidisciplinare per studenti italiani e stranieri. Perché è difficile. Manca tutto A cominciare dalle infrastrutture, a cominciare da come si arriva al Giglio.
Ma tutto si costruisce. Tutto comincia con un piccolo passo o con la prima pietra.

Ciò che non si crea è la volontà di fare.
Ed è questo che mi ha demoralizzata.

Adesso al Giglio sembra che venga offerta un'altra possibilità: parlare, inventare, chiedere, mettere in atto.


Spero che riusciamo tutti a prendere la palla al balzo.

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